
Roberta Colombari, Responsabile Market Analysis and Competitive Positioning della Divisione Elettronica di Leonardo e Consigliere di Amministrazione del DLTM
Inauguriamo la rubrica dedicata ai soci del Distretto Ligure delle Tecnologie Marine con l’intervista a Roberta Colombari, Responsabile Market Analysis and Competitive Positioning della Divisione Elettronica di Leonardo e Consigliere di Amministrazione del Dltm, che illustra il presente e il futuro del gruppo.
– Intanto, presentiamo Leonardo: in quanti siti opera, quanti sono i suoi dipendenti, quali le divisioni e i trend?
Leonardo è oggi uno dei principali gruppi industriali internazionali nei settori dell’Aerospazio, Difesa e Sicurezza. L’azienda sviluppa tecnologie e capacità tecnologiche multidominio a supporto della sicurezza globale, operando in ambiti strategici come Elettronica, Elicotteri, Aeronautica, Cyber & Security e Spazio. Conta oltre 62.000 dipendenti nel mondo ed è attiva in 150 Paesi anche attraverso società controllate, joint venture e partecipazioni. Le sue principali basi industriali sono in Italia, Regno Unito, Polonia e Stati Uniti, Paesi nei quali il Gruppo ha una presenza produttiva e tecnologica particolarmente significativa. Leonardo lavora al fianco di Governi, Amministrazioni della Difesa, Istituzioni e imprese, contribuendo ai principali programmi strategici internazionali.
In Italia, l’azienda opera in 16 regioni con più di 55 siti produttivi, impiega più di 38.000 persone e genera un indotto di oltre 125 mila persone, tra addetti diretti, aziende partner e indotto indiretto. Un aspetto importante è proprio il legame con l’ecosistema industriale, scientifico e tecnologico italiano: Leonardo lavora in connessione con distretti produttivi, università, centri di ricerca e competenze specialistiche diffuse sul territorio.
– Leonardo ha un legame storico con la città della Spezia e la Liguria: cosa rappresenta per l’azienda lo stabilimento dell’ex Oto Melara?
Lo stabilimento Leonardo di La Spezia, che conta oltre 1.530 addetti, rappresenta per l’azienda un presidio industriale e tecnologico di grande valore, fortemente legato alla storia della OTO Melara, fondata nel 1905. È un sito che custodisce e sviluppa competenze distintive nello sviluppo, produzione e integrazione di sistemi per la difesa navale e terrestre e per lo sviluppo e la produzione dell’elettronica del munizionamento guidato, settore nel quale Leonardo è l’unico produttore in Europa. Da La Spezia sono stati consegnati nel tempo oltre 2.500 sistemi di difesa a più di 70 Paesi nel mondo. Questo conferma la rilevanza dello stabilimento non solo per il territorio ligure, ma anche per il posizionamento internazionale dell’azienda. All’interno del sito è presente anche un centro dedicato all’addestramento di clienti e utilizzatori, che impiega la realtà virtuale immersiva per svolgere attività di training, in particolare nell’ambito della manutenzione.
A La Spezia, il consorzio CIO (IDV – OTO Melara), una società Leonardo, produce anche piattaforme per la difesa terrestre di nuova generazione e si occupa dell’assemblaggio e del collaudo funzionale e veicolare finale.
Lo stabilimento di La Spezia è inoltre la sede operativa della Joint Venture Leonardo Rheinmetall Military Vehicles (LRMV). Qui vengono assemblati i nuovi carri da combattimento destinati all’Esercito Italiano con componentistica proveniente da almeno 8 stabilimenti Leonardo situati in tutta Italia.
A dimostrazione del legame con il territorio va citata anche l’Associazione Museo della Melara con sede a La Spezia, nata nel 1985 e oggi parte del Sistema Museale e Archivistico Integrato coordinato da Fondazione Leonardo ETS. L’Associazione persegue finalità culturali e sociali nel campo della promozione e valorizzazione della memoria storica della ex OTO Melara.

Lo stabilimento Leonardo a La Spezia
– Quella spezzina non è l’unica sede in Liguria: raccontiamo ai nostri lettori quali sono le eccellenze nelle vostre sedi nella regione e come queste contribuiscano alla crescita dell’economia locale (occupazione, indotto…)
Leonardo ha con la Liguria un rapporto storico e profondamente radicato, costruito su competenze, prodotti e tecnologie che il territorio esprime dall’inizio del secolo scorso. Oggi questa presenza rappresenta non solo un presidio industriale di primo piano, ma anche una leva concreta di sviluppo per l’economia regionale.
Con oltre 3.360 risorse impiegate nei siti di Genova e La Spezia, Leonardo è al centro di un ecosistema produttivo che coinvolge circa 230 aziende locali e contribuisce a generare occupazione altamente qualificata per un totale di 7.200 addetti complessivi tra diretti, indiretti e indotto. È un contributo che non si limita ai numeri: la presenza del Gruppo favorisce lo sviluppo di competenze specialistiche, sostiene la crescita della filiera e rafforza la capacità del territorio di competere in settori ad alto contenuto tecnologico.
Gli stabilimenti di Genova sono centri di eccellenza in ambiti strategici come Elettronica, Automazione, Intelligenza Artificiale e Cyber Security. Qui si concentrano attività ad alto valore aggiunto che contribuiscono alla trasformazione digitale e tecnologica del sistema industriale, con ricadute positive anche sul tessuto economico locale.
La Spezia, oltre al sito Leonardo, ospita anche una presenza significativa di MBDA, consorzio partecipato da Leonardo insieme a BAE Systems e Airbus e in Liguria opera inoltre Orizzonte Sistemi Navali, società controllata da Fincantieri e Leonardo, con sede a Genova e presenza anche alla Spezia.
Il contributo di Leonardo passa anche dalla partecipazione attiva alle reti dell’innovazione. Oltre ad essere socio del DLTM Leonardo partecipa a numerosi consorzi liguri, tra cui SIIT (Sistemi Intelligenti Integrati S.c.p.a.) e Competence Center Start 4.0, ed è tra i protagonisti del Polo nazionale della dimensione Subacquea.
Fondamentale è anche la collaborazione con il mondo della formazione, della ricerca e delle istituzioni. Leonardo lavora con Università e ITS, con l’Istituto Italiano di Tecnologia, con il Digital Innovation Hub e con numerose realtà locali, tra cui Fondazione Ricerca & Imprenditorialità, Confindustria Genova e Confindustria La Spezia. Questo dialogo continuo consente di avvicinare industria, ricerca e competenze, contribuendo anche alla formazione dei profili professionali richiesti dalle nuove sfide tecnologiche.
Il legame con il territorio si esprime anche nella valorizzazione della memoria industriale. Nel 2000 è stata costituita la Fondazione Ansaldo da Leonardo, Regione Liguria, Comune di Genova e Città Metropolitana di Genova e da oltre 20 anni si occupa di recupero, tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio storico-culturale delle aziende che hanno operato e operano sul territorio ligure.

Stabilimento Leonardo a La Spezia, linea di produzione navale
– La ricerca dell’innovazione e l’impulso allo sviluppo sono comuni a DLTM e Leonardo: in questi termini, quali spazi di collaborazione si possono aprire ulteriormente fra le due realtà?
Il mare è una delle grandi infrastrutture strategiche del Paese: secondo il XIII Rapporto Nazionale sull’Economia del Mare 2025, in Italia la Blue Economy genera 76,6 miliardi di euro di valore aggiunto diretto e arriva a 216,7 miliardi considerando il valore attivato nel resto dell’economia, pari all’11,3% del PIL nazionale. Coinvolge inoltre 232.841 imprese e 1.089.710 occupati. In questo scenario la Liguria ha un ruolo naturale di primo piano. Ma il mare non è centrale solo per l’economia: lo è anche per la sicurezza, perché dalle infrastrutture portuali, dalle rotte commerciali, dai cavi sottomarini, dalle risorse energetiche e dagli spazi subacquei dipende una parte sempre più rilevante della stabilità dei territori e delle relazioni globali. Questo vale per una regione come la Liguria, proiettata sul Mediterraneo e fortemente legata alla dimensione marittima, ma vale anche su scala internazionale, dove il dominio marittimo e subacqueo è sempre più decisivo per la protezione di persone, infrastrutture critiche e interessi strategici.
Per Leonardo, quindi, il mare non è soltanto un ambito operativo, ma un dominio strategico nel quale si intrecciano sicurezza, innovazione, sviluppo industriale e competitività tecnologica. È un ambito in cui convergono molte delle direttrici di sviluppo su cui l’azienda è impegnata: digitalizzazione, sensoristica avanzata, cybersecurity, intelligenza artificiale, sistemi autonomi, sostenibilità e capacità di operare in modo integrato tra domini diversi.
In questo contesto, il DLTM rappresenta un interlocutore particolarmente importante, perché mette in relazione Grandi Imprese, PMI, Università e Centri di Ricerca in un approccio di progettualità condivisa. È proprio in questa capacità di fare sistema, anche avvalendosi di una rete internazionale, che si aprono ulteriori spazi di collaborazione: dalla ricerca applicata allo sviluppo di nuove tecnologie, dalla valorizzazione delle competenze presenti sul territorio alla costruzione di iniziative comuni in grado di rafforzare la filiera ligure e nazionale della Blue Economy.
Per Leonardo la partecipazione al DLTM significa anche contribuire attivamente a un ecosistema dell’innovazione che può trasformare idee, competenze e bisogni tecnologici in progetti concreti. La presenza di Leonardo all’interno del Distretto, confermata anche dall’espressione del Direttore Tecnico del DLTM, testimonia la volontà dell’azienda di essere parte attiva di questo percorso.
Accanto alla dimensione tecnologica, un altro spazio fondamentale di collaborazione riguarda i giovani e la formazione. L’azienda è in crescita, solo nello stabilimento di La Spezia, negli ultimi 2 anni, sono state assunte oltre 430 persone con un’età media di 31 anni. Questo dato conferma quanto sia importante continuare a investire sull’attrazione, la crescita e la valorizzazione dei giovani talenti, costruendo percorsi che avvicinino formazione, ricerca e impresa. In questa prospettiva, iniziative come i Seafuture Award promossi dal DLTM rappresentano un’occasione preziosa. Si tratta di un riconoscimento internazionale dedicato ai giovani talenti e ai progetti innovativi nel campo delle tecnologie marine e della Blue Economy, ma anche di un momento di incontro tra idee, competenze e possibili traiettorie di sviluppo.
– La vostra azienda è in netta crescita: in quale direzione va l’innovazione per rispondere alle sfide del mercato?
Per Leonardo l’innovazione è una leva fondamentale di crescita industriale e competitività. Nel 2025 il Gruppo ha investito 3 miliardi di euro in Ricerca e Sviluppo, con l’obiettivo di rafforzare prodotti, servizi e capacità tecnologiche in una prospettiva di sostenibilità di lungo periodo.
La direzione è quella delineata dal Piano Industriale: sviluppare tecnologie sempre più digitali, interoperabili e multidominio, capaci di rispondere a scenari complessi e a esigenze di sicurezza in continua evoluzione. L’innovazione, quindi, non è un’attività separata dal business, ma parte integrante della capacità del Gruppo di competere sui mercati internazionali, migliorare l’efficienza, anticipare i bisogni dei clienti e generare valore per l’intero ecosistema industriale.
Questo percorso fa leva su un ecosistema interno strutturato, che coinvolge da un lato le aree di ingegneria e R&D delle Divisioni e delle società del Gruppo, dall’altro i Leonardo Innovation Labs, laboratori centrali nati per anticipare le evoluzioni tecnologiche e trasferirle nei diversi ambiti di business. Un elemento fondamentale e abilitante di questo percorso è l’High Performance Computer DaVinci. Installato a Genova, il supercomputer DaVinci è in corso di potenziamento e avrà presto 30 petabyte di memoria e 20 Petaflop di potenza di calcolo. La potenza sale a 1,2 Exaflop per operazioni a 8 bit, quelle tipiche delle applicazioni di intelligenza artificiale. Dotato di un’architettura che integra la flessibilità del cloud con le capacità di supercalcolo, DaVinci è uno tra i più potenti HPC al mondo nel settore Aerospazio, Difesa e Sicurezza. La sua capacità di calcolo consente di utilizzare algoritmi avanzati, dal deep learning all’intelligenza artificiale, di gestire grandi quantità di dati e di simulare scenari complessi, accelerando attività di analisi, progettazione, sviluppo e validazione tecnologica.




